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venerdì 8 maggio 2009

Riflessioni fotografiche da un'isola


Solo fotografie in bianco e nero per raccontare suggestioni e visioni interiori provenienti da Sestrunji, isola della Croazia.
Ancora libera dal turismo di massa e immersa nella macchia mediterranea, Sestrunji ha ospitato, e ospiterà numerosi amanti della fotografia "vecchio stile", che si sono avvicinati alla magia della camera oscura con l'aiuto di Robert Marnika.
Fotografo freelance bolognese ma di origine croate, che si è formato come fotografo e come uomo durante la guerra in Croazia del 1991. Al momento è molto attivo, infatti i suoi lavori sono visibili in ben tre mostre: a Bologna dal 18 maggio presso "Sala Celeste" in via Castiglione 41 "Visite"; dal 28 maggio "Frammenti di un ricodo" presso la Sala Museale del Baraccano” in via Santo Stefano 118 e infine a Reggio Emilia all'interno del Festival della Fotografia Europea la mostra "Rinascite", visibile fino al 6 giugno.
Ogni anno Robert mette a disposizione la sua esperienza come fotografo a chiunque (principianti e non) voglia intraprendere questo workshop, unendo l'insegnamenti di un corso al piacere del mare.
La mostra raccoglie le molteplici riflessioni e le personali visioni, nate dal magico incontro tra l'isola e le singole personalità degli allievi, durante il workshop svoltosi l'estate dello scorso anno.


Sabato 9 Maggio alle ore 19.00, presso "EQUINOZIO" a Bologna, Via Collegio di Spagna 5.
La mostra sarà visibile fino al 20 Giugno dal lunedi al venerdi 8.00 - 20.00
Info: http://www.equinoziobologna.it/joomla/
http://www.robertmarnika.com

Serena Morandi

giovedì 7 maggio 2009

Obiettivo e corpo macchina per raccontare l'università



Mercoledì 6 Maggio è stata inaugurata, al terzo piano della Sala Borsa, la mostra del concorso fotografico dell’Alma Mater “SENZA POSA”, con relativa premiazione dei primi scatti classificati.
L’iniziativa aveva come life motive il riprodurre scene di vita universitarie di ogni giorno, mettendo in risalto l’enorme patrimonio strutturale dell’ateneo. Aperto a qualunque studente intendesse parteciparvi, il concorso ha prodotto più di mille foto e banner, i quali saranno utilizzati dal personale per arricchire gli strumenti comunicativi dell’unibo.
Ad aprire la cerimonia è stato il professore della cattedra di storia della fotografia Claudio Marra, il quale ha ribadito l’importanza di questa forma d’arte all’interno della vita quotidiana e di come questo percorso, arrivato alla terza edizione, abbia riscosso inaspettati successi e adesioni.
I primi classificati, in ordine: per le foto Dario D’Orazio, Alessia Orlando, Massimo Cavallari e per i banner Fabio Gianvito, sono stati premiati con i-pod e telefonini forniti dagli sponsor Apple e Vodafone e con l’onore di vedere i loro lavori esposti per un mese nella prestigiosa biblioteca bolognese.

Jacopo Gardenghi

giovedì 30 aprile 2009

Divergenze urbane











Tra omini Lego programmati per uccidere, scene surreali e supereroi pronti a salvare il nostro desiderio di sognare, la Galleria Spazio Gianni Testoni La 2000+45 di Bologna apre un dibattito sul potere disumanizzante della società contro la libera forza creativa dell’uomo. Questo il punto di vista da cui prende avvio la mostra “VUOTO A RENDERE - Divergenze Urbane”, dal 23 aprile al 30 maggio. Protagonisti sono gli artisti Alessandro Firmelli, Alessandro Giordani e Francesco Rotundo, che fanno della città, in senso lato, il tema e quindi il trampolino di slancio creativo delle loro opere. Troppo spesso l’indifferenza, l’apatia del pensiero e le false credenze, frutti di un costante indottrinamento subliminale operato dei media, sarebbero il quotidiano nutrimento dell’uomo, secondo A.M. Martini, curatore della mostra. Lo scopo è aprire le porte delle singole coscienze, affinché lo spettatore possa spogliarsi dal sopore dei sensi che lo avvolge e indirizzare lo sguardo alle strade del mondo. Realtà in perenne mutamento, il cui sviluppo è dominato dalle leggi del caos, le cui contraddizioni e molteplici forme non sono altro che una scossa di energia contro una dimensione omologante e priva di vita e, per questo, continua forma di ispirazione per l’arte. Il motto è riempire il vuoto delle nostre esistenze. La sala iniziale è dedicata alle grandi tele dall’atmosfera surreale di Alessandro Firmelli. Cieli e strade si confondono in un unico spazio dominato dal plumbeo elemento dell’asfalto, che tutto avvolge e divora, come un insaziabile blob incontrollabile. Squarci onirici dal sapore magrittiano rivelano una dimensione altra, respirabile, sostenibile, dove un rapporto tra uomo e natura è ancora possibile. Obiettivo di Alessandro Giordani è rivelare il sottile confine tra ciò che sembra e poi non è. Utilizza icone dell’infanzia e le riedita sotto una veste aggressiva e straniante, tra un “nazi-Lego” e un inquietante nano armato di falce, pronto a prendersi la propria rivincita sulla prima donna disneyana, la melensa Biancaneve. Nelle mani dell’artista anche Van Gogh ottiene la sua vendetta, trasformandosi da figura sconfitta e incompresa ad attiva presenza fantasmatica armata di pistola. L’abile stratificazione di pittura e plexiglas sovrapposto permette di leggere le opere su diversi piani, che dialogano e si scontrano, offrendo accattivanti ossimori visivi. Francesco Rotundo, con le sue fotografie, fa degli snodi principali e dei simboli architettonici del panorama meneghino il terreno d’azione dei supereroi dei fumetti americani. I costumi, disposti nella sala a lui dedicata, sono spoglie e testimonianza di un happening trascorso, nonché uno stimolo a cambiare i nostri ruoli, a ricordare che esiste un eroe in ognuno di noi. Perché mai, come in questo momento storico, Milano e la terra hanno fame di speranza e anche Bologna reclama i suoi paladini.

di Leonardo Iuffrida


Galleria Spazio Gianni Testoni La 2000+45
Alessandro Firmelli, Alessandro Giordani, Francesco Rotundo -
VUOTO A RENDERE – Divergenze Urbane a cura di Alberto Mattia Martini
Via D’Azeglio, 50
Tel. 051 371272
www.giannitestoni.it
la2000+45@giannitestoni.it